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Vacanze sostenibili, “Vi racconto l’hotel che guarda le stelle”

Fabrizio Marra, vincitore del Premio Talento Italiano 2014, parla della sua intuizione: unire turismo, ecologia e astronomia

Vacanze sostenibili, “Vi racconto l’hotel che guarda le stelle”

Le idee d'impresa innovativa, in Italia, non mancano, soprattutto da parte di giovani e neo laureati. L'aspetto negativo è che spesso non trovano una realizzazione effettiva per diversi motivi, dalla mancanza di investimenti alle complicazioni burocratiche, all'appoggio altalenante di privati e istituzioni.

Fabrizio Marra, romano, 27 anni e prossimo alla laurea in Management e comunicazione d'impresa, ha deciso di affidarsi alle stelle per realizzare il suo progetto. E l'esito è stato positivo, come testimonia il “Premio Talento Italiano 2014” ottenuto nella categoria “nuove idee di prodotto”. Abbiamo parlato con lui, per conoscere la sua idea d'impresa, che unisce turismo e astronomia in un'ottica ecologica.


Fabrizio, come è nato il progetto ?

Tutto è cominciato dalla mia passione per l'astronomia, coltivata fin da piccolo. Ho collaborato con diverse associazioni locali in questo settore, portate avanti da appassionati che cercano di diffondere l'astronomia attraverso eventi e progetti. Da una parte ho notato che queste iniziative attirano molto l'attenzione del pubblico; dall'altra gli astrofili non hanno informazioni certe sulla qualità del cielo di un determinato luogo e non esistono proposte relative al mercato domestico. Da qui nasce l'idea dell'eco-turismo astronomico, basata sul creare una relazione stabile con i protagonisti del territorio, su tutte le strutture che possono essere valorizzate facendo leva sull'osservazione del cielo stellato. Fra qualche mese sarà attivo anche il nostro portale Astronomitaly, piattaforma di lancio della nostra offerta e  luogo di progettazione e scambio di idee che già dal nome spiega il nostro amore per l'Italia e l'astronomia, due mondi che vogliamo migliorare reciprocamente.


Quali sono gli attori che volete coinvolgere ?

L'idea fondamentale è valorizzare il cielo come la terra e, con essi, le strutture ricettive, parchi naturali, associazioni del territorio, comuni, province e regioni. Tutti soggetti che possano creare un network stabile e produttivo per un turismo di qualità, basato sulla passione per l'astronomia e il rispetto per l'ambiente. In Italia sono più di 50mila gli astrofili e, effettivamente, mancano le opportunità per coinvolgerli in percorsi turistici di qualità che uniscano la loro passione per l'osservazione del cielo a quella della riscoperta di luoghi adatti a farlo.


Nello specifico cosa fate per promuovere questo tipo di turismo?

Abbiamo avuto l'idea della certificazione del cielo stellato: attraverso strumenti scientifici come lo sky quality meter  misuriamo in loco la luminosità del cielo, ottenendo dei valori numerici che vanno ponderati a seconda del contesto in cui ci troviamo. Per entrare a far parte di questo network richiediamo dei requisiti, spesso ottenibili grazie ad attività semplici, come la messa a norma delle luci per ridurre l'inquinamento luminoso, ma anche i consumi energetici. Se non si riesce ad avere la certificazione, questi luoghi entrano comunque a far parte di un circuito di rete dove gli aderenti potranno godere di ampia visibilità su un portale web georeferenziato con speciali funzionalità. 


E per i turisti amanti delle stelle?

Per loro offriremo informazioni di qualità sui luoghi che offrono un bel cielo stellato,  con la possibilità di scegliere fra una selezione di imprese ospitali certificate in Italia e da ogni angolo del mondo.  

Abbiamo trovato un'inaspettata ed entusiasta partecipazione da parte di diversi attori, come i tour operator. Insieme a “Un'altra cosa travel”, specializzata in turismo responsabile e sostenibile, stiamo realizzando una serie di percorsi incentrati sull'osservazione del cielo e altre proposte simili ci stanno arrivando da altri tour operator, anche esteri. Segno che l'idea piace, e non solo in Italia.  


State pensando di esportare questa idea anche fuori dall’Italia?

Esatto, ora siamo agli inizi, ma il concetto di “fare rete” è applicabile anche all'estero. Grazie all'aiuto degli astrofili che vivono in altri paesi possiamo replicare il modello, scegliendo persone competenti e motivate che attraverso misurazioni standard certifichino la qualità del cielo nelle loro zone, portando nuova linfa al turismo che si declina in modo responsabile e attento all'ambiente, come sta accadendo in Italia.

 

@MarioLuongo6

 

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